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Casalvecchio di Puglia è un piccolo centro del Subappennino Dauno Settentrionale incastonato tra i vicini centri di Casalnuovo Monterotaro e Castelnuovo della Daunia e sorge a quasi 500 metri sul livello del mare in un agro fertile coltivato a cereali, ulivi e viti. Della storia di Casalvecchio si hanno notizie solo fino al XIII secolo; dei due secoli successivi si è persa ogni memoria. Dopo essere stato raso al suolo nel 1461 dall'eroe nazionale albanese Giorgio Castriota Skandeberg, il paese fu nuovamente fondato da un nucleo di profughi albanesi, gli Schiavoni, fuggiti dalla patria dopo l'invasione turca. Non a caso Casalvecchio costituisce una delle cosiddette "isole linguistiche" dove gli abitanti anziani parlano ancora un dialetto di origine straniera, l'albanese appunto. A testimonianza del suo movimentato passato sopravvive la chiesa dei SS. Pietro e Paolo, eretta nel XVI secolo e consacrata nel 1717 dal Cardinale Orsini; all'interno è custodito un dipinto ad olio raffigurante la Madonna del Carmelo, eseguito dall'artista Michelangelo Sammarco. Interessanti da un punto di vista artistico e architettonico sono alcuni edifici di epoca medievale come "La torre dei briganti", situata nei pressi del cimitero, e il "Casone della Sgurgola", un torrione a pianta quadrata che sorge sulla strada provinciale che unisce Casalnuovo a Torremaggiore.